"Sono matti"

Con abitudine e rassegnazione
incalzano frastornati
felici, euforici
gli schizzati
tra pregiudizi inestirpabili
paurose tranquillità
Senza risposta attendono
in aurea leggiadria
percorsi angoscianti
in agguati attanaglianti
che in polvere
dirottano la mente
In stati assecondati
come l'Araba Fenice
spiccano il volo
su tempere colorate
di magici arcobaleni
in lacrime assaporate
Ci guardano dal loro ghetto
d'insidie interiori
in possanza flessa
in luce di travagli
spasmodici, oppressi
da indicibile dolore
"Sono matti" si conviene
intorno a intrecci e palazzi
"Non contano, sono stracci
volti senza nome
che nemmeno si conoscono
sono in catarsi, perché arrovellarsi?!..."
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Commenti (1)
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Lenzo Giovanni24 marzo 2012
Un'atmosfera tenera ed angosciante nella tua poesia che vola su un filo d'amore e di speranza. Complimenti anche per la scelta del tema.