C'est moi

sono io, labbra di mora
io, carne morbida di luna
sono io, quella che graffia in viola
e poi sorride
quella che fuma mentre gode
e chiede ancora
sono io, si, che sbavo segni
e lascio al tempo il suo lavoro
curandone di musica il già fatto
e di languore e voglia
sono io
e tu sei la mano calda
che chiede un ballo dallo specchio
dei nostri desideri d’ombra
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (1)
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Giovanni Perri27 marzo 2012
Come intrecciare capelli tra le dita, sentire tutta se stessa in un gioco di rivoletti bagnati. Finire accaldata e accendersi come uno zolfanello. Densa e seducente fino al collo questa lirica ti succhia come il sole.

