Apicale linimento

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
Commenti (8)
mi ricorda vagamente il monologo di Amleto, splendido verseggiare complimenti
credo che volontariamente sia stato ripreso similmente il modus dell'Amleto, non per mancanza di capacità ma per sottolineare un sentimento comune tra l'attore di questa lirica e Amleto di Shake, quante e quante volte vorremo sparire completamente, per non dover più subire, per svanire nell'oblio e non dover più genuflettere noi stessi al dolore, alla commiserazione di noi stessi, al dover cedere per il quieto vivere, mentre la nostra anima urla così forte da renderci sordi, folli... folli, si una pazzia che si prolunga a volte all'infinito quando il male ci sovrasta, il male di vivere, il male dell'amore... il non avere forza... un testo carico di ogni amarezza, che tuona in ogni singola parola... miticamente Neveriano, colto e raffinato
Incursione di versi dotti, come una panacea risanante, cosparsa su di un corpo in lenta silenziosa agonia, priva di fiorescenze apicali, come un indeiscente frutto per sparire dalle abitudini dell'altrui tinnire. Sublimazione estrema dell'arte poetica, pulsione di sentimenti in diamantite cascata. Grandezza del Moreno Torioni.
parole che assomigliano alla Bellezza, quella assoluta, oggettiva, eterna. parole che raccontano un sentire, quando solo dormire o morire sembra poter portare lenimento all'anima affranta, dai giorni senza senso, dalle parole senza costrutto, dalle interazioni senza sentimento. Dormire, morire, sbasire... chiudere gli occhi per non sentire che anche il tempo sfugge, dalle pallide dita, come sabbia che nulla costruisce... semplicemente superba
Parole materiche che acquistano avvolgente densità, parole giocate in un duello all'ultimo sangue che avviluppa e trascina in un lucido delirio.
Eccezionale, pluridimensionale, per quello che mi riguarda adoro di questi versi la prospettiva ironica, sorniona di chi vuole e sa come giocare con se stesso. Apprezzo ancora l'intelligenza di chi sa dire cose non banali anche scherzando.
Magistrale l'uso della parola e del suo potere ammaliante e misterioso che questi versi esaltano in un gioco dubitativo, in un'altalena di sensazioni dove prevale lo sparire sul morire come se il morire fosse ancora una presenza scomoda, una realtà eterna avverso la quale è meglio sparire.
Una poesia mozzafiata e strana nell'essere tale. In un modo benevolo e creativo sembra di entrare in un cimitero ed osservare le tombe, appena è notte. A me sembra meritevole per il teatro ed in qualche film dell'horror rispettabile. Tanti complimenti. Poesia pregiatissima.






