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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Moreno Tonioni
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Morte 27 marzo 2012 · lettura 1 min · 3750 letture

Apicale linimento

M
Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Sparire dormire forse morire non più soffrire gioire oppure sbasire Sparire per non svisare nell’anima da abbrumare Sparire dormire forse morire non più "si" dire ma obbiettare oppure avvizzire Dormire per non dire con voce muta quel sentire Sparire dormire forse morire non più adusare l’altrui tinnire Morire per non aborrire questo viso senza ardire Sparire dormire certo sbasire senza chiosare quel lento morire che fa sfiorire
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L’opera raffigurata è di Saturno Butto

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (8)

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C

mi ricorda vagamente il monologo di Amleto, splendido verseggiare complimenti

EnzoL27 marzo 2012

credo che volontariamente sia stato ripreso similmente il modus dell'Amleto, non per mancanza di capacità ma per sottolineare un sentimento comune tra l'attore di questa lirica e Amleto di Shake, quante e quante volte vorremo sparire completamente, per non dover più subire, per svanire nell'oblio e non dover più genuflettere noi stessi al dolore, alla commiserazione di noi stessi, al dover cedere per il quieto vivere, mentre la nostra anima urla così forte da renderci sordi, folli... folli, si una pazzia che si prolunga a volte all'infinito quando il male ci sovrasta, il male di vivere, il male dell'amore... il non avere forza... un testo carico di ogni amarezza, che tuona in ogni singola parola... miticamente Neveriano, colto e raffinato

Giovanni Chianese28 marzo 2012

Incursione di versi dotti, come una panacea risanante, cosparsa su di un corpo in lenta silenziosa agonia, priva di fiorescenze apicali, come un indeiscente frutto per sparire dalle abitudini dell'altrui tinnire. Sublimazione estrema dell'arte poetica, pulsione di sentimenti in diamantite cascata. Grandezza del Moreno Torioni.

Annamaria Barone1 aprile 2012

parole che assomigliano alla Bellezza, quella assoluta, oggettiva, eterna. parole che raccontano un sentire, quando solo dormire o morire sembra poter portare lenimento all'anima affranta, dai giorni senza senso, dalle parole senza costrutto, dalle interazioni senza sentimento. Dormire, morire, sbasire... chiudere gli occhi per non sentire che anche il tempo sfugge, dalle pallide dita, come sabbia che nulla costruisce... semplicemente superba

Oriella Del Col1 aprile 2012

Parole materiche che acquistano avvolgente densità, parole giocate in un duello all'ultimo sangue che avviluppa e trascina in un lucido delirio.

Ercole De Angelis16 aprile 2012

Eccezionale, pluridimensionale, per quello che mi riguarda adoro di questi versi la prospettiva ironica, sorniona di chi vuole e sa come giocare con se stesso. Apprezzo ancora l'intelligenza di chi sa dire cose non banali anche scherzando.

Azar Rudif5 maggio 2013

Magistrale l'uso della parola e del suo potere ammaliante e misterioso che questi versi esaltano in un gioco dubitativo, in un'altalena di sensazioni dove prevale lo sparire sul morire come se il morire fosse ancora una presenza scomoda, una realtà eterna avverso la quale è meglio sparire.

Paola Paolina Segatto18 gennaio 2014

Una poesia mozzafiata e strana nell'essere tale. In un modo benevolo e creativo sembra di entrare in un cimitero ed osservare le tombe, appena è notte. A me sembra meritevole per il teatro ed in qualche film dell'horror rispettabile. Tanti complimenti. Poesia pregiatissima.