Sonetto d'Amore
Mr Taarces Caifmonac
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Amor, ch'ì cuori infranti spesso accendi,
Non vedi il tramontar dell'alba scura?
Non senti il suon del riso degli amanti?
Se con triste volto arrivasse dòglia,
Potresti allor ridargli, in tua premura,
La morta passione e l'estinta voglia?
Null'altro ch'un bel sogno sembreresti,
E gli occhi tui nel vuoto, lì, a guardare,
Parrebber Soli senza più calore,
Od anco libri sanz'alcuni testi.
Ed ecco il parer mio apparire adesso:
Non esistendo onore né vergogna,
E neppur odio misto a la menzogna,
Che risaneresti (a parte il sesso)?
©
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L'autore
Mr Taarces Caifmonac
Commenti (1)
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Francesco Rossi30 marzo 2012
Un bel verseggiare ricco di musicalità e acume per la domanda posta tra parentisi; oltretutto riguardevole.

