Lettera del non ritorno

Vi lascio al puzzo solitario
che affligge le mie narici
raggiungerà anche voi.
La vostra noncuranza nei miei confronti
diventa ossa ricoperte di carne marcia
e larve solitarie riempiranno il vostro cuore
semispenti sazierete le vostre lacune
di non ritorno.
Il mondo sta cambiando,
il colorito azzurro che dipingeva il vostro volto
sta scomparendo
dietro i monti ossuti della morte.
Il vostro sole si spegnerà come abisso turgido,
spigoloso diventerà il rimirar della luna.
Il bello morirà soffocato
tra le latrine delle proprie viscere
e poi,
uomini incompiuti,
marcirete succubi
nel vostro tragico narcisismo
che vi ha portati al vostro lento decadere.
Decomposizione alterna
tra una colata di sangue e germi spazientiti
stritolati dalle mani nude della terra.
Non è l’inferno,
quella è la prossima fermata.
Ora non voltatevi a rimirare con nostalgia il passato,
quel che è fatto s’è compiuto.
Tanto è il ribrezzo di questa natura morta
che persino la cara morte
ha avuto un conato di vomito
nel mirare i vostri volti translucidi e beoti.
Io son solo una copia del messia lesto e fugace,
non vi torcerò un capello
se schiavi del nulla diventerete.
A presto uomini inetti,
il sudato puzzo di morte vi perseguiterà
per avermi abbandonata
in questo stato strano e immobile.
©
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