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Amore 29 marzo 2012 · lettura 1 min · 1075 letture

Le ultime parole di un condannato all'addio

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Walther Avreliano von Graeber 128 poesie pubblicate
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Ti amo, disgraziatamente, nella grazia dell'ascensione di un albatro; diverse persone e differenti città, sarà la prima volta che ti guardo, credevo più vero il mondo, ma vacuo e tradito, caddi con un drappo sul petto. Ma non strappo questa carta, che sudai scrivendo in fretta alla luce fioca del tuo sguardo, voglio sperare, sperare gridando all'immortalità dall'alto, immortalati in una fotografia, scultura ellenica d'asfalto; ti sento in quest'ora così buia, fuggir tremando e temendo il peggio, presagio passato, tutto è trascorso e trascorre, le mie mani sul tuo corpo, ed il mio amore assorto, arma invincibile che il "furioso" impugnò, morendo secoli fà, mentre ora io muoio lasciandoti nuovamente su quella porta, su quei gradini di legno marcio, che ti sorreggano nelle notti di rimpianti, e nei tempi saturi di vuoto, addio, dal mio cuore muto.
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L'autore
Walther Avreliano von Graeber

Malum est mulier sed necessarium malum.

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