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Natura 29 marzo 2012 · lettura 1 min · 1301 letture

Quando la natura violentata si ribella

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giuseppe gianpaolo casarini 1474 poesie pubblicate
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Scorreva limpido un tempo un fiume azzurro prati fioriti erbe profumate tante lungo il corso poi di cemento alto duro ecco uno sbarramento sparisce il verde un vasto immenso lago nasce quello la corsa violentata qui mutata arresta improvviso un giorno il temporale tuona pioggia violenta torrenziale s’arrabbia il fiume si sbriciola il cemento pochi secondi frana di colpo la montagna sparisce dov’era la collina son strade vicoli contrade dei paesi a valle l’alveo del fiume pietà non mostra nella violenta corsa correndo verso il mare non s’arresta acqua fango detriti portano solo morte e distruzione piange una mamma il suo bambino travolto dalla piena sotto la melma muore un fabbro nella sua officina travolto portato via al bar seduto stava il pensionato.
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Valgono le parole dell'Ecclesiaste " qui aguet scientiam, auget dolorem" allorché nel nome della scienza vengono effettuate azioni od opere che offendono o deturpano la natura che poi violentate si ribella!21 febbraio 2014
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini

Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione

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Commenti (3)

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Paolo Morganti29 marzo 2012

L'uOmo e la sua stupida voglia di trasformare la natura si trasforma in tragedie, tanti, troppi sono gli esempi di disgrazie una su tutte il vajont per un po' di luce sono state spente migliaia di vite e le responsabilità ancora non sono del tutto state addebitate . Argomento di sicuro impatto questo trattato dal poeta.

C

gli innocenti pagano sempre l'avidità di chi per soldi non si fa scrupolo di costruire dove non è lecito, ottima poesia, complimenti

Berta Biagini29 marzo 2012

Una minima parte di quanto può succedere descrive l’autore in questa sua – purtroppo non passano anni senza che tragedie lascino il segno – ovunque la natura viene debellata ed il mea culpa, come si suol dire “morì fanciullo”.