Serenata
Alessandro Labriola
270 poesie pubblicate
+ Segui

Per E. piangono le soglie del Paradiso:
il guscio secco dei roveti infranto
nello spandersi atroce delle attuali incoerenze;
ed è la Vita! Che discende
le frattaglie incupite di una città bastarda
- campetto sconsolato e stuoia per le allodole
avanza in sella alla sera, ignorandoli...
per E. attendono le rose ancora un poco
nel rivelar le vitree insenature;
e lo spazio!
Lo spazio finge oltraggiose congiure
silente e asserragliato alle viti:
tutto è in cerca d'amore!
e la genuinutà del cielo
che giace, rivelando ogni giorno
un'attesa più ardua - nel sudore
Per E. gli eremitaggi al crepuscolo
virano con le stagioni calde:
affrescano questo silenzio
di gemme purpuree
- che si aprono fiorendo dal Suo palmo
I minareti infiniti: di fonti ardite,
salici compianti su strade evitate
- abbandonate al rimpianto
Per i seni di E.
le chiese hanno coperto gli occhi
e levigato le processioni
fino all'ultima anima.
(il Vero cuore)
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
EnzoL29 marzo 2012
beh, semplicemente una dedica fantastica una quasi invocazione ... divina E. rischiara il tuo freddo giaciglio, sorge il sole in questa bella lirica!!! complimenti
Arcangelo Galante20 giugno 2012
Con grande delicatezza di versi, l'autore ci regala momenti di romantica devozione d'amore, espressa con profonde emozioni, decorate da metafore bellissime e suggestive che formano una meravigliosa dedica celestiale per la donna che ha colpito l'attenzione del poeta. Davvero un bel testo che ho letto volentieri. Segnalo, con piacere sincero, questa innegabile bravura poetica!


