Il Ticino e la mia gente
Le rive e i boschi
Mughettose, festanti e ridenti le sponde del Ticino,
querce secolari e castagni d’odorosi folti boschi:
mazzolini fioriti e cesti di porcini dal profumo intenso
a Milano offriva un tempo M. simpatico omarino
alle Porte Ticinese e Lodovica e in Piazza Duomo.
L'acqua corrente
L’azzurr’onda sfiorava con fruscio dolce i bianchi
sassi e arsi cotti dal sole un tempo G. e i suoi fratelli
lunghi forconi agitavan svelti nell’acqua dai barcè
e i levigati bianchi ciottoli, di grezzi massi figli
l’affannosa e sobbalzante corsa fermati qui finivan
da rebbi acuti rugginosi imprigionati, ammonticchiati
poi e infin portati in fornaci ardenti di vetrerie lontane
a quei, i sassaioli miei, pan davano e sostentamento.
L'acqua semicorrente
G e M. sua sorella per il dimesso e strano aspetto,
poveri vestiti miseri stracci più volte rattoppati,
si diceva e si credeva avessero malefiche malie
per ognun meglio evitarli non incontrarli in strada.
Così costretti da questa malvagia diceria odiosa
a percorrer solitari solitarie del paese strade la vita
tutta, giorno per giorno, fuor che nell’inverno
dall’alba presta fino a sera tarda e senza sosta
curvi e piegati doloranti lungo i cigli piumosi
di rami secondari del Ticino tagliavan di netto
con l’acqua sino alle ginocchia, ah povere ossa,
teneri giunchi e ne facevan poi solide fascine.
La terraferma
Da lor per poche lire un certo L. quelle prendeva,
mani esperte rapide le sue e veloci ed ecco cesti,
cestini, fiaschi impagliati e damigiane varie di foggia
di vesti intrecciate rivestite e alquanto alquanto belle,
centri, centrini, sporte e rustici ma ornati sottovasi:
parte la migliore a del vetro botteghe parte ancor
alle osterie ed ad un floricoltore grasso del paese,
il resto infine la minuteria la vendeva G. la moglie
sua col suo banchetto al mattino di sabato al mercato.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (1)
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carla vercelli4 aprile 2012
Piacevole il lasciarsi trasportare sulle acque del Ticino dai ricordi dell'Autore, ancora così nitidi, dopo tanti anni, immagino... Terre d'acqua e di fatica che in alcuni punti conservano ancora il loro fascino, nonostante la scomparsa di mestieri antichi e persone care.
