Addio

Geme l'anima mia assetata d'amore arse le labbra
porgendo all'amaro distillato del cuore.
Lei non c'è più.
A che giova ora il ricordo se vieppiù il fuoco m'accende
di questo infinito tormento che come neve al sole
lento la speranza dissolve.
A che giova cercar nelle crepe del cuore se più intenso
si fa il buio d'intorno. E abbaiare come cane abbandonato
la mia rabbia:
tu non mi ascolti.
Non mi serve questo angoscioso affanno.
Riposa anima mia nel nuovo giorno.
Lei t'ha detto addio, un addio senza ritorno!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
giovanni bagnariol
Nativo di Pordenone. Diplomato in mat. Magistrale, ho frequentato Facoltà di Magistero a Padova. Ex Ins. di scuola elem. Opere scritte: "Perchè credo alla vocazione di mia figlia" (inedito) . "Scuola e società", "Verità e libertà (incompiuto). Hobbys: suonare la chitarra (alcuni anni fa anche la tromba)coltivare l'or
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Vita D’Amico30 novembre 2012
Ancora versi malinconici per questo autore che mi piace definire poeta del cuore. Un cuore infranto, senza speranza, senza più la forza di reagire. A cosa serve affannarsi se ... tu non mi ascolti. Rassegnata l'anima per quell'addio senza ritorno. Ancora una poesia che è melodia per il cuore. Bella la chiusa. Complimenti davvero.
