Tra me e la Croce( il Tuo Corpo)
Faccio fatica a voltare il viso
l'orrore del buio mi inchioda
-prima delle mani-
gli occhi
Li serro
ma la ruga che li avvolge
culla le lacrime fuggitive
-le sento scendere
e poi morire-
Così voglio seguirle nell'agonia
e inarco il collo
ma invece del legno
sfioro
un Corpo
Corpo
che irradia il calore del sangue vivido
e della tenera carne
che si fa nido
per la mia testa che non trova riposo
Tasto con le labbra i contorni
di un petto che palpita
ma è ferito dai miei dubbi
e dalle mie parole
E affondo nel Cuore aperto
Non mi ero accorta, mio Cristo che il peso che sentivo
non era la Croce ma l'abbraccio tuo, reale
le braccia tese
le gambe in spasimo
i sogni lacerati
ma impressi come le nuvole del cielo
sulla tela del Tempo
Non avevo capito
che quella sosteneva il tuo essere Sposo
avanti alla Sposa tua.
Eternamente
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi12 aprile 2012
Tutta la sensibilità dell'autrice accompagna i versi della poesia che trasporta il lettore nella dimensine spirituale dell'universale pensiero poetato dall'autrice con assoluta consapevolezza,
