Ci lasciavamo scendere
Ci lasciavamo scendere le suole
là dove scendeva il bianco
della neve, con le bianche pine
della montagna sul bianco
cotone della tovaglia, col rosso
camino di abeti ardenti, e nastri
scarlatti per i tuoi capelli neri,
come gli occhi d'inchiostro dei bambini
sui grembiuli bianchi, e fuori bianca
la neve sul prato e i dossi,
che scivolava verso valle
nel bianco fiume di stecchi
e rami torti, come fili di ferro
e rossi di bacche al sole lucenti.
Bianco l'omino di neve come una panna,
col cappello nero e labbra di rossetto,
e la sciarpa a tracolla come un fagotto,
e ci somigliava con quello straccio cuore
rosso che ci teneva assieme appiccicato
addosso.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (2)
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Francesco Rossi4 aprile 2012
Toni pacati e in armonia con l'essenza della poesia, un delzioso verseggiare ricco di colore e chiari segni di sensibilità poetica.
Silvia De Angelis7 aprile 2012
Bellissime immagini del passato, intinte in magnifici versi e colori dell'anima, che ne rendono davvero pregiato l'intenso contenuto... Poesia piaciutissima

