Mai
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Poesia d'amore che riflette sull'inesorabile passare del tempo e sulla polvere che ineluttabile vela ogni cosa, ogni evento ma non "il giglio dell'amore" e "l'alga del desiderio che da esso germoglia". Molto piaciuta, affascinanti e delicate immagini.
Traboccca il pessimismo esistenziale di Rasimaco anche in questa bella Poesia, dove il tempo la fa ancora una volta da implacabile dominatore, e nel suo scorrere seppellisce ogni cosa sotto la polvere implacabile della dimenticanza. Sembrerebbe, quello del Poeta, uno strazio, una constatazione, una presa di coscienza senza speme della "dimenticanza". Questo nelle prime tre quartine. Se non fosse poi che, nel finale, in un cielo infestato da nere nuvole del più assoluto pessimismo, si aprisse finalmente ed improvviso uno squarcio di luce, ad illuminare l'anima nella serena constatazione che nulla e nessuno potrà mai velare "le carezze del giglio chiamato amore". Ed è l'amore, in qualsiasi forma possa essere espresso...

