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Introspezione 5 aprile 2012 · lettura 2 min · 2724 letture

Pulizie di Pasqua

Gianpiero De Tomi 833 poesie pubblicate
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La casa risuonava, come una grotta vuota i muri vomitavano il tempo, sapendo che presto sarebbero stati trasformati in stoiche sculture ammutolite. Prima di mutarsi in asettici insetti in doppiopetto e cappello di paillettes nelle estranee stanze, piene di silenzio manichini rigidi, pieni di apprensione fasciarono tutti i mobili, per salvarli dall'inondazione del terribile bianco. Anche il pavimento sembrava presagire che non sarebbe uscito incolume dagli sguardi sospettosi, sulle nere fughe: rapide le piastrelle si chiusero impenetrabili come una falange macedone, inattaccabili pur di non cedere, neppure un'impronta a spatole d'acciaio e spazzole metalliche che già sibilavano nella borsa degli attrezzi. Poi il giorno giunse, gravoso e pesante il vento passò su ogni spigolo, divorando dentro ad una gola dorata, di nulla informe attraverso un turbine, di dubbia felicità l'immortalità del saggio e cauto laidume ingoiando senza esitazione tutto ciò che non ebbe saggezza nel cercare un oscuro rifugio. Per la mia classica, sagoma indistinta distolsi lo sguardo e mi salvai con la sporcizia, che rimase aggrappata disperatamente alla mia anima come una madre al figlio soldato. In una polvere leggera e densa che scendeva dal cielo, mi gratificai sotto un cupola grigia e vorticosa miracolosamente indenne alla teatrale sincerità del candore.
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Gianpiero De Tomi
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