Le barche signora, le barche
Hariseldom
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Le barche signora
le barche
le vede nel fiume Pescara
come sono ferme
con questa pioggerellina di Pasqua?
Come da ragazzi signora
come da ragazzi
quando le raccontavo di Camillo Torres
in quella Pasqua da ragazzi
e nel movimento studentesco
preparavamo la rivoluzione.
Ma a me piaceva lei
lei signora
che ora ha i fili bianchi
e le rughe sul viso
già
e lei mi guardava come se fossi io
un leader
della rivoluzione
per due lotte
e due cortei.
Le barche signora
come allora
ma come è che non ci siamo mai baciati
quella Pasqua ha conosciuto un altro
e io un'altra?
Lo sa che non ricordo
non ricordo signora
e ora
ora siamo quello che siamo
residui di un tempo di sogni
davanti alle barche di pescatori
e di Cristo con il fucile
non parla più nessuno.
Non comperiamo nemmeno più le uova
i figli son grandi
e la Pasqua
è malinconia di una pioggia
al porto di Pescara
sotto il ponte
auguri signora
Buone Feste
mi scusi se non ricordo il suo nome
le barche, già le barche.
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L'autore
Hariseldom
Commenti (1)
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Clara Gismondi7 aprile 2012
Poesia nostalgica e amara ma la leggo percependo anche tanta dolcezza nel ritorno al passato a quello che fu o che sarebbe potuto essere e non è stato. Le tue poesie sui luoghi e le persone conosciute mi danno sempre l'impressione di un regalo che fai a chi ti legge... di te in primo luogo... Sembrerebbe tutto perduto... quella fanciullezza che ritrovo comprandomi l'uovo per la sorpresa è ancora in me... ogni volta... Nello stato d'animo si possono ricreare nuovi momenti... nuovi sapori ...nuovi collegamenti. Questo è un pensiero che viene dal cuore... per una Pasqua che sia rinnovamento... Bella poesia!

