Figlio mio
Cappuccio Anna Maria
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Singhiozzi disperati sconquassano il petto
e lacrime salate scivolano sulle guance
cadendo senza far rumore nella polvere
ai miei piedi. Col cuore straziato
seguo il tuo andare in questo giorno nefasto.
poco tempo è passato dopo averti accusato
è bastato un bacio a sigillare il tradimento
or brillano i trenta denari tra le sue mani e
il rimorso penetra la tua anima.
Tra i tuoi fratelli uno solo s’è chiesto qual’era
la tua colpa volendoti salvare... ma la tua vita
ormai era segnata... a nulla è servito.
Tra le urla della gente che incitavano al supplizio
una voce assai accorata, di una madre disperata….
figlio…figlio mio adorato!
Lo scudiscio s’abbatte sulla tua pelle
lasciando segni inconfondibili. Le tue vesti….
Lacerate come la tua carne grondavano sangue ….
e La terra inorridita, quando l’ultimo respiro
hai esalato…. sussultando ha tremato... chi prima
ti scherniva e t’accusava ora è lì che fugge
dinanzi a te che sei il Re dei Re.
©
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L'autore
Cappuccio Anna Maria
Sono nata, in un paesino di montagna "Perdifumo" che si affaccia sulla costiera Cilentana in provincia di Salerno. Provengo da una famiglia di umili contadini. Qui ho vissuto i primi anni dell'infanzia poi dal 1956 alla metà del 1960 mi sono trasferita da alcuni parenti a Mestre dove ho iniziato la scuola dell'obbl
Commenti (1)
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Francesco Rossi9 aprile 2012
Una bella scoperta questa autrice che in versi intrisi di dolore per il figlio tradito, ucciso, villipeso rende in versi chiara quella sconfitta da parte dell'umanità che non ha saputo riconoscere il vero figlio.

