Grazia
Alessandro Moschini
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Mamma,
ti sento nella gola
che chiude alle lacrime
fluire copiose dalle iridi
brucianti di sale
che lascia il ricordo.
Sei sasso rimasto sul cuore
che non trova più acqua
ed arresta i rimbalzi gioiosi
in un arido lago.
Sei musica di un tempo lontano
che suona tra i solchi
del ricordo che tocco
di nascondini
e di rincorse attorno al divano
ridendo.
Adesso che non ho punti fermi
vorrei le tue mani
ad asciugare i miei occhi
ancora una volta
come quando da piccolo
l'Uomo Nero scacciavi.
Eppure ti sento
nei passi che faccio
ed in tutte le scelte
anche quando
di me stesso ho paura
e mi sento sbagliato
voce di dentro
che parla attraverso di me
anche quando ti chiamo
e che sui timori
mi fa avere la meglio.
Mi manchi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alessandro Moschini
Ho vinto il concorso nazionale di poesia "Il Federiciano" 2011 organizzato da Aletti Editore con la poesia "I musicisti". Ho appena ristampato con Associazione Culturale LunaNera la mia prima silloge "Le corde di Eros", 41 poesie erotiche/d'amore in italiano con testo a fronte in spagnolo. Visitate il mio sito www.ales
Commenti (1)
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Anna6211 aprile 2012
Una grande commozione sale e bagna gli occhi. versi semplici e veri, come piacciono a me. umanamente ti sono vicina, altro non potrei aggiungere.

