Un varco senza uscita
Quando la luna è alta in cielo
anche se nascosta
oltre un ostile nuvola
è allora che prende forma il mio pensiero
lì dove si placa il mio respiro
e tu m’appari ad affannarmi l’anima
annaspo in un mare in cui non so nuotare
in cui annego
ogni volta
che la mia voce chiama il tuo nome
lì
dove nutro
il mio respiro del tuo odore
dove riapro piaghe
di baci mai guariti
che mi suonano dentro
come fossero
una lira senza voce
dove si contamina la mia pelle
del mio viverti assente
tu
che sei il varco senza uscita dei miei sogni
distraimi da questo mare
che mi brucia dentro
graffiami di lontananza e tepore
trafiggimi di verità
come fa un chiodo
quando appende un anima alla croce
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Francesco Rossi12 aprile 2012
Un varco dove i sentimenti del poeta si insinuano con delicatezza verseggiando l'amore con naturalezza.

