Come un parto cesareo
Ci prova la notte
a ingravidar la mia mente
ma partorisce solo silenzi
che rimetto nel mio grembo
rabbioso d’istinto e peccato
gemiti mancati
che sgusciano di bocca
fabbricano passioni
colorandole di voci
dove sguazzo
alla ricerca delle tue albe perdute
come un ladro
con la sua voglia di droga
reso pazzo
dalla mancanza d’amore
ma c’è solo un eco che sento
che sprofonda blasfemo
nel richiamo di sangue
un attimo di luce
che ancora accade
su questo mio vivere inquieto.
©
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Nero14 aprile 2012
Grande poesia d'amore... inquieta, funesta, dolce, crudele e "lontana"...specchio d'ogni amore che lacera e che lascia addosso solo i ricordi... specchio d'ogni vero amore...

