La notte ti appartiene
Luca Ciolfi
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Grandi,
dolcemente leziosi
i tuoi occhi,
stelle scure
neri
taglienti
sferzano i rami della campagna che scorre
sul treno,
seduta
senza batter ciglio.
Perdermi.
Una sottile ebrezza
soave e impetuosa
mi solletica adesso:
ti mangia, ti vuole, ti assaggia.
Non basta.
Già nude
io vedo
le gambe tue esigue
che s'intrecciano
sciolte
come foglie ritorte,
pendenti d'autunno
da alberi morti.
D'un fresco marino
che già m'appartiene
diventi padrona.
Silente
t'osservo,
t'avvolgo;
m'abbuio ai tuoi occhi
che scorgono autunni
lontani
dal mondo.
Non oso toccar
ma solo ammirare,
guardare le gocce
che grondano
tristi
e solcano
impavide
sogni
mai visti,
toccati,
mai avuti.
Ritornano.
Il sole
ti guarda
al tramonto.
D'arancio ti spalma
sul volto
lineato,
sul cuore
spaccato,
sul corpo
già arreso,
sul passato
ch'ormai t'ha preso.
Tu giovane e bella
ch'ancora di passi
devi sudar,
ch'ancor degli anni
non hai a pensar,
sorridimi
adesso.
Che vita ch'avrei
sapendomi
perso.
Che vita ch'avrei
sapendomi
morto
a quegli occhi
che null'altro che il buio
sanno vedere,
quegli occhi
cui ormai
la notte
appartiene.
©
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Luca Ciolfi
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