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Impressioni 15 aprile 2012 · lettura 3 min · 1519 letture

Sintomi da spettacolo

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Andrea Corba 226 poesie pubblicate
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Ascoltare solo un mucchio di frasi spente sulle labbra di questa città che si apriva, solamente, con la sua malinconia sotto questi cieli grigi, indecifrabili, con lo scrosciare delle piogge acide che ci logorava e ci trasformava, che ci faceva bere al solito bar solo un mucchio di contraddizioni emotive. Scagliavi contro le mie finestre delle piccole lacrime che sfondavano i vetri, bel modo per dirmi che eri, soltanto di passaggio, nel mio cuore. E continuavi a ripetermi che: "L'amore è una bestemmia graffiata sul muro di una prigione", e ci eravamo solo imprigionati senza graffiarci le mani, e i tuoi diamanti e i tuoi amori irregolari. E le nostre palpebre cariche di brina perché c'eravamo addormentati dopo un cinema che volevamo fare un film, che volevamo vedere a tutti i costi i poli artici. E i nostri aliti freddi, i nostri sguardi fragili che si frantumavano al passare delle insegne della pubblicità, che volevi essere come quella modella fotografata solo per dare spettacolo. Scandagliavano i fondali degli oceani per cercare di assimilarci a gabbiani cinici affamati di abbracci mutevoli. E m'insegnerai a guardarti dalle prime file di un vecchio teatro a recitare la tua opera, eri bella al calare del sipario che dal tuo seno uscivano serpenti, dalla tua bocca uscivano profezie: di amori come di guerre, le nostre. Ti guardavo scivolare il rossetto che portavi la sera della prima, in televisione, che ti truccavano gli occhi per renderteli meno veritieri, sintomi da spettacolo. Ti guardavo sorridere quando avresti voluto urlare alle telecamere che non sei stipendiata per gli straordinari; a parlare delle catastrofi naturali, dei ghiacciai che si disfano, delle meteoriti che raggiungono qualche New York nella galassia, che il nostro è un amore nato in qualche fabbrica, che le tue lenzuola le devi cambiare ogni settimana perché è un accampamento nomade di pensieri. Quelle sere fredde nei giardini dei condomini con le nostre felpe bianche autografate dagli stilisti, a stringerci le mani che non ci guardavamo, ma guardavamo i tramonti, le nostre sono solo spedizioni di parole su qualche stazione spaziale che coloravano gli universi. Nubifragi e rivoluzioni, canzoni e poesie per le strade di questa città che si lacera al passaggio dei tuoi tacchi alti sui marciapiedi, e io che ti vedo scivolare piano dalla mia finestra dove gli aloni formatisi con l'umidità scrivevano la parola: "successo."
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L'autore
Andrea Corba

Andrea Corba, aspirante poeta friulano ventitreenne, inizia a scrivere verso la fine del dicembre del 2008 dopo una dolorosa perdita nella sua famiglia. Questo fatto inizialmente lo distrugge ma attraverso lo spirito della musica arriva a comporre le sue prime poesie, sottoforma di ...racconti, inizialmente. Le sue poe

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