Aprile
Maria Francesca Barbaria
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Acerbi sussulti
spezzano il bigio
barlume
affranto si spegne.
L’ebbrezza m’inonda
di un rosato effluvio
e un sogno nuovo mi giunge
di freschi olezzi
Venere esala
essenze di gemme
con il soffio d’Aprile
che spira nettare
e foglie:
- mi rapisce fanciulla -
in candori che m’amano
d’ antiche stagioni.
Ora fiorisco nido,
pigolii, fremiti
e nuove magie
che nei miei occhi
si mutano
in energia d’amore.
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Maria Francesca Barbaria
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