Tregenda di pensieri

Porte chiuse
a oltranza nel cuor da stasera
col sentor dell’agrume
che attanaglia la gola.
Furoreggia tregenda alla mente
e distanzia e scarseggia
di vigor e concordia
per proromper singulti
nel petto...
e in lucor di rugiada
che vela,
quanto arde il ricordo e come scotta.
E’ la notte che piomba ai pensieri
e presaga l’ingabbia in oscuri sentieri,
è un timore che annaspa e che assilla
...e a botta di stenti è dei nervi lo sballo.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Francesco Scolaro16 aprile 2012
Un grande tramestio di pensieri che sfocia in confusione e costringe a chiudersi a riccio per difendersi alle avversità che, anche se evanescenti, sembrano prendere corpo con tutto il loro oscuro presagio. Poesia che scandaglia il proprio sentire e ne decanta le impressioni. Bella, molto bella

