Lupo in gabbia

Una notte d’inverno
Un cielo stellato
Maestosa
Catturasti il mio sguardo
Pochi istanti
La tua luce inebriò il mio spirito
La mia mente volò
Il mio cuore esplose
Travolto, da una forza sconosciuta
Ritrovai le emozioni smarrite
Ritornai bambino
Imparai di nuovo a sognare
Musica a festa nelle mie orecchie
Coraggio, curiosità ed euforia le tre note
In quella danza di gioia
Io, maestro timido e inesperto
Poi la nube, il freddo, poi l’acqua
Il buio avanzò violento
Il sasso, la ferita, il fosso
La paura di risalire
Fu lungo il tempo
Rimasi lì
Le ore e i giorni lunghi e veloci
Fui trafitto
Si avvicinava il giorno
Mi ritrovai solo
Lupo stordito
In una gabbia ad elettricità
Sui miei occhi due cicatrici
Il mio corpo tumefatto
I miei muscoli squarciati
La mia mente confusa
Provai a reagire
La pioggia incessante
Le scosse divennero forti
Me lo impedirono
Decisi di aspettare
Il caldo estivo mi avrebbe aiutato
Ci avrei provato
Sarei riuscito
Eccomi nel circo della vita
Gli spalti vuoti
Lupo in gabbia
Con me, le mie paure e quelle sbarre
Ora, qui, solo
Quella gabbia ora gira
Ho chiuso gli occhi
Sto aspettando la fine
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