S’inarcano ancora la luna e la schiena

S'inarcano ancora la luna
e la schiena
al passaggio delle tue dita.
Sulla superficie
del noi sconosciuto.
Trasognato,
labile,
che non riconosceremo.
Nel salato rumore
dell'oceano.
E disperso
tra le increspature
di un qualunque brivido.
Ma è ormai
sopra ogni certezza,
il tempo ha deciso.
Filtrato dai solchi
scavati sulla tua pelle.
Luogo di villeggiatura
comune.
Dove attendono
parti di me,
ogni tuo bacio sospeso.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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