Rovina di un mondo rovinato
Giorgio Lavino
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S’accompagna alle bestemmie quotidiane
Surrogato di una minestra che non c’è sempre
l’icona di una miseria che non era attesa
ma è arrivata sul calesse del fallimento
dei messìa della nuova economia
Tutti lo guardano e nessuno lo prende
per mano trascinandolo in un minuto
di ristoro
C’è la rovina di un mondo rovinato
nei volti di forza lavoro nell’anima ferita
C’è il sudore diventato freddo sulla fronte
di padri che piangono sul futuro massacrato dei figli
Chi argomenta il disastro oggi
Un tempo stringeva la mano
ai furfanti
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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