Di ritorno

Tremule sono andate le foglie
imbastendo percorsi di cielo
ricami
di vecchie mani esperte di sogni
su tele d'azzurro
Tremuli come i pensieri del folle
che lascia andare la sua vita nel vento
goccia a goccia evaporando
Tremula è l'alba
che ha ammutolito lo sguardo
stanco d'orizzonte
A partire dal basso è giustizia d'odio
l'approssimativo percorso di un ego
E guardo l'essenza di un'infante
che stringe il mio dito
l'alba di un cuore bambino
che sorge all'amore
quando di fiducia apre gli occhi alla vita
Rinasco
non più umiliata
non più tremante
dove il bello è evidente in una carezza
il brutto lo è nell'indifferenza
dove sanguina il tempo
ogni tempo dove il bene è negato
C'è un soffio leggero
a spingermi su
il respiro del mio cuore di donna
che sa
il suo viso allo specchio
e lascia all'inanimato le pietre
i labili segni delle chimere
©
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
Commenti (2)
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C
Citarei Loretta Margherita20 aprile 2012
una poesia meravigliosa, delicati i versi, penetrano l'animo del lettore, complimenti
Francesco Rossi24 aprile 2012
Un poetare fine che conduce verso la sublimazione. Accostamenti perfetti nella chiara luce della rinascita conferiscono a questi versi un valore assoluto.

