Telecamere e dolore
Bruno Leopardi
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T'ho visto mentre ti accasciavi
in un attimo...
E avrei voluto
che gli occhi freddi di quel
che non ha né anima né amore,
via da te s'allontanassero ...
Invece, invece lei restava li
a filmare, il tuo respiro greve
che non lasciava al cuore dubbi
come i fiocchi di neve
che quando scendono son neve
e non un'altra cosa
e non puoi confonderla con niente,
come un'orchidea
non lo confondi con la rosa.
Io, impietrito, t'ho visto
per interminabili minuti
lottare contro la morte
e tutti intorno li, sgomenti muti...
Adesso, tremo mentre scrivo...
le tue cosce si muovevano:
un disperato tentativo,
l'ultimo di esser vivo.
Io, io chiedo troppo se vi chiedo
con il cuore in mano
di essere meno "presenti"
quando sta per morire un uomo?
E che si rispettasse
la morte e il suo carico di dolore,
e la "tele" si allontanasse,
cedendo il posto al cuore.
Perché, la mia esistenza
me l'ha insegnato:
Cristiana riverenza
per l'ultimo commiato.
Quello che
che non ha parole.
Addio ragazzo mio, addio da me
ho tante lacrime dentro per te.
Tu, età di un figlio mio:
mille volte ancora avevi
da far centro, prima di andar da Dio.
Addio ragazzo mio,
a te che l'esistenza tua ti ha dato,
oceani e oceani di dispiaceri
e che vivevi quasi solo per lei
sorella dei tuoi pensieri.
Ora, per lei, da lassù la tua partita,
e da lassù, le starai accanto:
questo è il più bel gol della tua vita.
©
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L'autore
Bruno Leopardi
Commenti (3)
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C
Citarei Loretta Margherita23 aprile 2012
era inevitabile che la telecamera riprendesse visto che questo povero calciatore è deceduto mente giocava una partita di calcio, comunque con la non discrezione che hanno i giornalisti davanti a degli eventi dolorosi, profonda, apprezzata
L
Lory23 aprile 2012
siamo in molti ad essere stati toccati dall'insensibilità dimostrata dal cameraman o da chi lo ha obbligato a lavorare in un momento così triste. la cosa mi consola, di sano fastidio in giro ce n'è ancora.
r
rstorace23 aprile 2012
vige ai nostri giorni la spettacolarizzazione di tutto, del dolore e ormai anche della morte... splendida poesia che mette il dito in una piaga lacerante dinanzi alla quale con le lacrime agli occhi mi indigno!!!
