Tempesta

E saranno ancora mie
le labbra tue
come fosse l’ultimo respiro
che dal ventre
mi trascina le membra fino in gola
come un incendio devastante
che mi si scioglie in bocca
che attorciglia la lingua alle parole
turbinoso e inquieto
a tormentarti
fino all’umido che cola
per poi affondare in te
masticarti
per saziarmi
legata con funi di brividi
al tuo letto
che punge del tuo caldo riflesso
abbattermi
come uragano
sulle zolle schiuse dei tuoi desideri
dissetare quel lembo di carne
come terra riarsa
che il fuoco ha concesso al mio ardore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Turan
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Antonella Avolio23 aprile 2012
tanta passione, tanta sensualità per una poesia dai versi piacevolmente riletti.

