Equilibrio disciolto
Rasentare il muro
barcollando alla ricerca
di quel punto stabile
che scansi la caduta libera
Equilibrio in bilico
modellato tra il tutto e il niente
viaggiare in circuiti chiusi
contando passi e minuti
Una sosta per rinfrescarsi
o annegare di malinconia
buttare ricordi
conservati per anni
nell’umida terra.
non vedo l’ora che questa vita
mi lasci per strada
si dimentichi di darmi respiro
mi spenga l’ultimo faro
Arriverò, si arriverò un giorno
vestita coi fiori del mio giardino
e sola, come tu sai,
cercherò sperduta tra particelle di cosmo
quel tuo disarmante sorriso
©
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Commenti (1)
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davina1624 aprile 2012
questa poesia trasmette un mal di vivere, l'essenza dello spleen, che prende all stomaco. Nella sua semplicità senza ricerche stilistische che nel loro intento cercano, richiedono plauso, addolora per la fatica che si sente profondamente di andare avanti.