é la mia rosa che ancora mi guarda

Mi toglie il respiro
questo insulto di fiato
privo
della tua lingua di brace
non sopporto
il rumore che fanno le mie labbra da sole
non sopporto quest’oggi che punge
come la follia cieca di una rosa
che ora mi guarda
posata sul cuscino
lì dove vive
in quel vuoto accanto al mio
guarda
la miseria del mio corpo stravolto
la ruga che argina il mio pianto
come diga posata sulla fronte
è la mia rosa
che aspetta nel tempo che fugge
che si alzi ancora la luna
in mezzo a quel cielo
dove muoio ogni volta
e ogni volta morirò
ogni volta… finche a questa morte sopravvivo
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Turan
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
r
rstorace25 aprile 2012
quanta dolcezza e passione in questi versi... bellissimo "non sopporto il rumore che fanno le mie labbra da sole" un incanto!!!
