On stage
Chi mai potrebbe raccontare a un cieco
cosa sono i colori? Forse il nero
che lo circonda, ma non è colore,
sebbene assenza d’esso. Ed al di fuori
di tanto nessuno potrà rompere quel vuoto
lasciando quindi al menomato solo
l’inappagata aspirazione a quello
sconosciuto e tale sempre raggio.
Sconosciuto e lontano noi crediamo
essere Dio; né mai pensiamo,
che il Verbo abita in noi. Eppure sempre
ricusiamo il colloquio che frequente
vorrebbe Lui che sé ritrova in noi
ciechi di mente e cuore, sordi al richiamo
e muti sino a quando, concorsi
all’Assemblea leviamo in chiesa canti
e parole; ma sono senza suono,
ché destinate sono agli altri
umani e non a Lui. Questo è soltanto
recitazione stolta e tanti guitti
appariamo a noi stessi se sappiamo
vedere oltre quel buio che ci tarpa.
Fede e coraggio possono invece a tutti
donare una visione del superno
mondo
ma già volgeva ‘l mio desio e ‘l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa,
l’Amor che move ‘l Sole e l’altre stelle.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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