Celestino dietro al suo feto

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (5)
quando parli di questi personaggi, sei magnifico oltremodo. l'amarezza e la dolcezza per l'umano sentire, per la sconfitta, è ... ...
... testo dal tema amaro e delicato amaramente vera; un'immagine molto cruda, un mondo dove ci si è passati tutti pertanto la sento molto, un lessico ed un'espressività unica che coinvolge alla lettura lasciando stupore, versi che graffiano il cuore
Non e` nato, Celestino. Era un bambino, o solo una possibilità mancata? Sospeso, flutta ora nel non essere, perdendo anche l'ultima, estrema possibilità. Quanti aborti, ogni giorno. Metaforicamente abortiamo anche noi, tutte le volte che ci fermiamo prima di dar vita a qualcosa. Fluttuiamo potenziali bambini, nell'amniotico non essere, ogni volta che restiamo intrappolati, dalle nostre debolezze. Metafora splendida.
Una lirica che fa riflettere. Quante volte sarò stata un 'Celestino'? Quante volte sarò morta per non aver compreso i miei limiti, in certe situazioni. Quante volte... morta dentro, per rinunce banali o abnegazioni. Mah! Forse troppe! e non è finita... Così l'ho interpretata. Lirica di spessore, plauso all'Autore.
condivido i commenti fatti fin qua... ma aggiungo che tutto ciò che in qualche modo non nasce perdendo la sua occasione di vivere, lascia comunque una traccia anche se impercettibile... è il nostro dolce- amaro fardello, la nostra casa con quelle porte chiuse che mai vorresti aprire... come quegli occhi che mai s'apriranno... ma anche con occhi chusi vedi... vedi ancora...



