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Famiglia 30 aprile 2012 · lettura 1 min · 2138 letture

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hy ju 442 poesie pubblicate
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Quello che discutevi in falsetto era talamo d'ingordigia per affini defraudati M'intrappolava ogni domenica il programma di parentela tra consanguinei indiretti Installato alla nascita l'operativo per vittime designate sistema d'indifferenza vostra ostile e in me -di rimbalzo- l'ignota colpa mai scontata abbastanza Nel midollo l'innesco di sapere a priori che resterete di me tutti scontenti e addosso il cencio d'esser quella che delude ogni volta qualsiasi cosa faccia
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A. A. A. programmatore esperto urgentemente cercasi per disinstallare Parentale 5. 0

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Commenti (5)

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Cosimo De Luca30 aprile 2012

condivido il pensiero, spesso certe pretese sono pià grandi di noi stessi e deludiamo, bella anche la canzone, complimenti

EnzoL1 maggio 2012

eh, un programma ormai in disuso dalle mie parti, per disinstallare correttamente il tutto ti consiglio il favoloso software SCIVOLA 3. 0. 1, non solo disinstalla ripristinando il registro personale ma deleta in modo inequivocabile ogni più piccolo stupido rimorso. un testo che merita, per come scritto, per quello che dice...

Rita Stanzione1 maggio 2012

travolge l'intensità espressa dall'autrice, come non restarne ogni volta emozionati?

Elena Poldan1 maggio 2012

Un testo ben costruito che trasuda amarezza, tristezza... l'indifferenza, il nn sentirsi accettati (soprattutto tra legami familiari acquisiti) è uno smacco per l'individuo e, se nn si è ben corazzati... come la vita richiede, procura sofferenza... ferite aperte... su cui proliferano punti di domande, confutati specchi di sè stessi da distruggere e ricostruire ogni giorno... ma tu... sei bellissima così...

Angela Fragiacomo8 maggio 2012

ci sono vissuti che restano addosso come un cencio puzzolente, ad ogni passo emanano ancora quell'odore marcio, stantio, sbagliato... dovremmo imparare a spogliarci di qualsiasi abito, e guardarci per ciò che siamo e non per quello che altri, fossero anche i nostri genitori, rimandano di noi, che poi son le loro più profonde ed inconfessate frustrazioni... ma chi l'ha detto che i figli debbano rendere felici e soddisfatti i genitori? I figli non sono un prototipo progettato a nuovo, sono esseri umani a sé stanti, perfetti alla nascita, come perfetta è la vita che sboccia... il resto sono solo ipocriti ideali... di generazione in generazione... dolorosa quanto quelle ferite ereditate come un marchio, ammirata per la forza espressiva