Tu che sei "la faccia ch'a Cristo più si somiglia"
Alberto De Matteis
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Nell'ora del dolce rintocco dell'Ave
la mia umile prece giunge a Te o Maria,
a Te, creatura eletta fra tutte le donne,
a Te madre, a Te figlia
dell'unico Dio fatto uomo.
E' maggio,
e Tu nel giardino, profumo di rose,
occhi scintillanti di divino splendore,
bocca pronta sempre al sorriso,
mani bianche come ali di farfalla
in alto levate,
tra candidi gigli nascosta
e tra bianche corolle profumate,
grazie dispensi a chi ricorre a Te
col cuore contrito.
Tu che sei
"la faccia ch'a Cristo più si somiglia",
che offuschi la candida neve
col tuo bianco candore,
Tu, mater dolorosa
col figlio diletto fin sulla croce,
fa' che una stilla
del sangue prezioso del Cristo Gesù
possa cadere benefica, rigeneratrice
sull'umanità intera
lacerata di pianto.
©
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L'autore
Alberto De Matteis
Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin
Commenti (2)
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Emanuele Martina3 maggio 2012
tra preghiera e opera, forti sensazioni di spiritualità e devozione, ben scritta, complimenti, molto piaciuta
Antonio Biancolillo6 maggio 2012
Il giusto e dovuto omaggio a quel volto di Maria... tra profumo di rosa... delicati petali di versi accarezzano la sua immagine... per una dolce preghiera per l'umanità intera... Apprezzatissima e condivisa spiritualità...


