Attraversi
La tavola imbandita con le tue pene
l'isola dal panorama non si vede
e siamo simili nel vederci così diversi
simili nell'istante e siamo assenti.
I nervi tesi della mia eretta colpa
e nella testa apri la bocca e striscio dentro
e nella testa non sei altro che universo
quell'universo che mi obbliga a farne parte
dell'universo camminato dai tuoi tacchi
Le scarpe aperte del tuo male provvisorio
mentre scommetti sulla falsità dei sogni.
Ci ballo dentro alle tue scuse, io ci bevo
ci ballo sopra al tuo cadavere che è vivo.
Ho scritto 20 addii ed ho murato il cuore.
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Eirene2 maggio 2012
versi tristi e sprezzanti di un amore lacerato... una chiusa spettacolare...
