Il suono della vita
Il tuo ritratto scolorito dal tempo,
anni tremendi scorsi
per adattare la vita
al vociare vacuo del mondo,
riverbero dal cielo
come suono di grande arpa si fonde
col lontano sapore
di sognata esistenza neppure
tentata, di te privo,
ridesta cocenti momenti,
amaro fiele stillato
goccia a goccia per gli occhi,
quando a te forse
di oricalchi gioiosi nella notte squillo
si levava librando alate note,
canto spietato.
Ora mi dolgo anche
dei deserti assetati e della fame
vana e insaziata
che mi crebbe in cuore
e che consunta svanì
nel pelago della inutile età.
Dovunque elegga io qualche riparo
sempre l’aquila che Caucaso nutre
strapperà desolati brandelli di me
e in ciascuno è scritto
il tuo nome.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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