Sono sbucato un giorno di testa
Sono sbucato un giorno di testa
ed ogni anno quel dì è la mia festa;
ma non avrei mai giuro pensato
che un giorno quel dì lo avrei rinnegato.
Colpa del tempo e di questi calzoni:
piove, fa freddo e son stretti ai coglioni;
colpa dell’ora e di questo mestiere:
mi alzo alle quattro e mi spacco il sedere.
Quel giorno, mi han detto, non ho neanche pianto,
mi presero a schiaffi e lo fecero tanto;
ma non avrei mai giuro creduto
che un giorno quel dì lo avessi dannato.
Così è dal giorno che io sono nato;
non sono bello, ma sono sfigato
non brillo certo per l’allegria
ma convivo alla grande con la mia agonia.
Colpa del frigo e del televisore:
il primo è vuoto e il secondo è un torpore;
colpa del letto e di questo hi- fi:
uno è sfondato, l’altro non funge mai.
E mentre percorro la strada al volante,
di cose in mente me ne vengono tante;
come ad esempio quel giorno all’Ikea
quando di colpo mi scappò la diarrea.
O ancora la mia prima notte d’amore
quando da dietro feci un rumore
e per la vergogna che ne provai
"lui" si ritrasse ed io invece scappai.
Ed ho ancora il ricordo di quel capodanno:
stavo con Giulia da ormai quasi un anno
quando scomparve nella confusione
e la ritrovai a baciare Giorgione.
Così è dal giorno che io sono nato;
non sono bello, ma sono sfigato
non brillo certo per l’allegria
ma convivo alla grande con la mia agonia.
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