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Comicita' 6 maggio 2012 · lettura 2 min · 1488 letture

Sono sbucato un giorno di testa

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Daniele Piredda 240 poesie pubblicate
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Sono sbucato un giorno di testa ed ogni anno quel dì è la mia festa; ma non avrei mai giuro pensato che un giorno quel dì lo avrei rinnegato. Colpa del tempo e di questi calzoni: piove, fa freddo e son stretti ai coglioni; colpa dell’ora e di questo mestiere: mi alzo alle quattro e mi spacco il sedere. Quel giorno, mi han detto, non ho neanche pianto, mi presero a schiaffi e lo fecero tanto; ma non avrei mai giuro creduto che un giorno quel dì lo avessi dannato. Così è dal giorno che io sono nato; non sono bello, ma sono sfigato non brillo certo per l’allegria ma convivo alla grande con la mia agonia. Colpa del frigo e del televisore: il primo è vuoto e il secondo è un torpore; colpa del letto e di questo hi- fi: uno è sfondato, l’altro non funge mai. E mentre percorro la strada al volante, di cose in mente me ne vengono tante; come ad esempio quel giorno all’Ikea quando di colpo mi scappò la diarrea. O ancora la mia prima notte d’amore quando da dietro feci un rumore e per la vergogna che ne provai "lui" si ritrasse ed io invece scappai. Ed ho ancora il ricordo di quel capodanno: stavo con Giulia da ormai quasi un anno quando scomparve nella confusione e la ritrovai a baciare Giorgione. Così è dal giorno che io sono nato; non sono bello, ma sono sfigato non brillo certo per l’allegria ma convivo alla grande con la mia agonia.
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di certo ispirato da Gaber... (con tutte le differenze del caso...)

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Daniele Piredda
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