Nel vicolo

Via senza uscita
deserta angusta muta.
Il salice
nel mezzo
è senza "voce"
graffiato
da due gatti
senza luce.
Dalla finestra
un giovane
che ride
non esce più
da quando
è ritornato.
L'angolo
mostra a tutti
"certe cose"
si vede
e fino in fondo
non si crede.
...e oltre
le gambe lunghe
di Sisì
rifiuti
di ogni genere
ammucchiati
né forme né colori
trasformati
resi irriconoscibili
dal tempo.
Come ninetta e rino
addormentati
nell'auto
sui mattoni
addosso al muro.
...e oltre
le braccia livide
e un sorriso
il muro a mezzobusto
su un dirupo
un cielo
di dicembre
scolorito
luci di festa
no
sono lontane.
Vento di tramontana
e le lamiere
una grondaia
un pettirosso
il volo
lo seguo con lo sguardo
inumidito
dal vento
dai ricordi
dal dolore
che inavvertitamente
si avvicina
all'improvviso
con quel suo tremore
e con
quel folle
fascino da odiare.
Io che non so
accettare
quell'intrecciarsi
esistere
svanire
come in quel triste
vicolo
vicino a casa
mia
dove si vende ruggine
come unica
poesia.
©
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