Il riccio
Da mesi sai che t’aspettava o corazzato amico
or che chiuso l’inverno il tepor de la prima
primavera nuovo risveglio a te ha poi portato
sì or del piatto il tintinnio ancor risuona lì
quando la sera tarda alla notte il passo cede
che da quello di dolce pomo sottil fette sottili
lì da man le sue amiche poste traendo coi tuoi
dentini aguzzi rumor crei spegnendo la rinnovata
fame, poi furbescamente aspetti il suo venire,
gli occhietti vispi e quel tipico tuo musino son lì
pare le par per ringraziare che di lei non hai
paura che alla maniera tua non ti rinchiudi a riccio
o riccio, un attimo un istante sol sì la guardi poi
per ratto ratto velocemente sparire nel giardino.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele7 maggio 2012
un amore si esprime con sentimento per ogni avvenimento, e le circostanze ne pregiano con alito particolare l'affetto... bellissima
Berta Biagini7 maggio 2012
Sembra quasi una favola, eppure è realtà. Dolcissimo questo incontro che sempre si ripete e grande il cuore di chi si prodiga. Graditissima.

