Polvere da sparo
Cielo grigio
come polvere da sparo.
Occhi vacui strisciano
lungo i muri.
Fermare il tempo che non si arresta
e resta il fremito
d'un giorno che già muore.
Schianta la rabbia
il cuore
che non frena,
pur se cerca mani
occupate a contare
i sassi d'un'oscura esistenza.
Al limite ora
la resistenza d'una vita
che senti già scivola
tra le dita.
Troppo a lungo
braccia al cielo,
hai cercato
nella volta infinita,
un senso all'impietosa oscurità
che ora avvolge il mondo
e ogni cosa.
Nell'ultimo palpito di luce
la mano osa ciò che impensabile
ieri.
Un ultimo sguardo
a ciò che resta:
d'una vita ormai disattivata
solo resta in attivo
ciò che la buriana non ha spazzato,
ciò che il vento cattivo
ha risparmiato.
Nell'attimo
esplode il mondo.
E il cielo è grigio
come polvere da sparo,
vacui gli occhi
di chi vede
e non guarda.
Lacrime e urla
e un dio da bestemmiare
non servono
a colmare il vuoto
d'un paese che più non c'è.
E ciò che resta
è il fremito d'un giorno
senza più ritorno.
©
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
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