Morte di una rondine

Eri solo una rondine ferita bianca e nera
sull'asfalto di città.
Le ali dimenavi rattrappita. Non più il cielo sulla
verde prateria, solo fumo di pietre arroventate
a bruciarti come fuoco le ferite ove morte avea
già posto sua dimora.
A lungo durò l'impari tenzone fra te che bramavi
il ciel riconquistare e la spettral signora con la
falce in mano... finchè, stremata, le forze vennero
a mancare e desiderasti allor spirare col capino all'insù,
l'ultimo sguardo volgendo a quel cielo sereno lassù!
Nessuno per te frettoloso passo arrestò né mano
generosa ti colse impietosita...
Eri solo una rondine ferita, bianca e nera
sull'asfalto di città.
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L'autore
giovanni bagnariol
Nativo di Pordenone. Diplomato in mat. Magistrale, ho frequentato Facoltà di Magistero a Padova. Ex Ins. di scuola elem. Opere scritte: "Perchè credo alla vocazione di mia figlia" (inedito) . "Scuola e società", "Verità e libertà (incompiuto). Hobbys: suonare la chitarra (alcuni anni fa anche la tromba)coltivare l'or
Commenti (1)
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maria cavallaro12 maggio 2012
dall'osservazione della natura nascono momenti di grande poesia, proprio perché la poesia è nelle cose, la bravura del poeta sta nel saperla cogliere e farla sua. l'autore riesce benissimo in questo intento, dandoci una visione realistica di questa rondine ferita che muore nell'indifferenza. molto bella, complimenti!
