E' ora
Sospeso, precipito nell'immanenza dell'umana ragione.
Incredulo dell'imponderabile fatalità,
rimembro l'ardore nell'arrivar primo.
Eppur la quiete avviluppa le mie carni,
scevre come l'acqua, morbide come l'alba.
Divino avvento, or ora la coscienza affiora.
Grave e impietoso l'io reclama il suo loco di diritto.
Compete, sgomita, non degna di uno sguardo, evita,
inconsapevole erra tra i meandri del tempo.
La ragione trionfa, mercenaria di se stessa.
Logica meretrice, la linea è la sua compagna di viaggio.
Triste, fredda, sospinta dall'ebbrezza della conquista
alimenta la sua ombra,
che la physis rifugge.
Acre e denso, il nettare disciolto devasta l'essenza.
Il patto fraterno del bianco e del nero è infranto.
Corpo dolente lo spirito abbandona,
ne grazia ne purezza,
è ora.
Dall'oblio, a gran voce, una flebile scintilla richiama.
Sottile percezione rievoca, d'innanzi, l'eterno presente.
Luce, virtù e saggezza mi portano qui,
al fianco del Tutto,
alla tua sponda.
L'ego, il grande mito, è dissolto.
Gocce luminescenti ondeggiano per la via.
Tutto tace, nessun tormento all'orizzonte,
armoniosa melodia, pace,
è ora.
©
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