Scivolo giù
Omero Sala
519 poesie pubblicate
+ Segui
Scivolo giù nella poltrona e ci sprofondo.
Ho abbandonato il libro
per galleggiare nella nebbia incerta
di pensieri sconnessi ed appannati.
Sul muro l’ombra grigia delle tende
impercettibilmente ondeggia.
Nel silenzio
c’è un moscone che ronza
e batte ogni tanto contro i vetri.
Dicono che sabato venturo
sarà piovoso e freddo.
Fuori l’erba matta
sta invadendo la ghiaia.
Squilla il telefono là in fondo.
C’è disordine in giro, ma che importa.
I panni stesi l’altro ieri
saranno certamente asciutti.
Da qualche parte
arriva fin qui un odore di frittata.
Ogni tanto si sente
un qualche indecifrabile rumore
sordo e lontano.
Sul muro l’ombra delle tende
ondeggia grigia.
Ancora nel silenzio
ronza quello stupido moscone
e sbatte contro i vetri
senza trovare uscite.
Se mi concentro
sento pulsare la vena del mio polso.
Squilla il telefono di nuovo.
Non so che giorno è,
né quante ore mi separano alla sera.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Omero Sala
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
h
hy ju9 maggio 2012
Un verso dopo l'altro, si scende come subacquei in immersione, poco a poco sempre più a fondo, sempre più verso le acque buie e fredde, ...della depressione.
Sara Acireale18 maggio 2012
"Scivolo giù nella poltrona e ci sprofondo"...e si va sempre più giù...si va a finire in un tunnel senza via d'uscita... Penso che è così che va a finire chi soffre di depressione, una malattia dell'anima dalla quale si esce con difficoltà perché la gente capisce le malattie del corpo ma... le malattie dell'anima sono difficili da capire... Una poesia difficile ma il poeta è stato bravo nell'esprimerla in versi...

