Venne... vide... persi! (Ballata autoironica)
Spirava quel dì uno zefiro gentil,
soave melodioso degli uccelli
il canto, di profumi fiori erbe
arbor odorava il bosco, fresco
il capanno, soffice il giaciglio,
lì la mia ninfa, ignudo, d’amor
pronto alla tenzone qual dio
Pan ardente il desiderio pronto
sol attendeo poi venne, vide,
persi, irata irose le parole disse:
non può esservi pugna non
battaglia con simile povera... zagaglia!
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (1)
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Azar Rudif25 gennaio 2015
Il grande Caesar, invece, vinse! Pazienza, non siamo tutti cesari, ogni tanto ci tocca perdere... Bellissima ironia in versi scorrevoli ed eleganti
