Trame
Sopra il fruscio di rasi e di pizzi
le mani s'espandono come macchia d'inchiostro
in un labirinto s'accumulan vizi
che in ombra s'appostano pronti all'innesto.
Si trasformano in trame di ragnatele
che mimetizzano con malizia il colore
poi di testa si tuffano in laghi di miele
schizzando all'impatto salato sudore.
Affiorano i nervi che si tendono e scattano
mentre spilucchi i sussulti dal raspo
con labbra morbide che acini staccano
poi si gustan la polpa e sputano il resto.
Si fan bisognosi mendicando piacere
i corpi che cercano l'anelato spiraglio
per non separarsi nel loro planare
impazziti si tastano per trovare un appiglio.
Poi ammorba la stanza, il palpabile odore
mentre le sensazioni, addensandosi, evaporano
i respiri s'ammantano, come onde in calore
che le schiume del mare, ingorde, risucchiano.
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Commenti (1)
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giovanni bagnariol11 maggio 2012
Lirica che affascina e rapisce nel focoso tripudio di sensi, fluire di immagini originali e intensissime, dolci e acri ad un tempo come, a volte, solo la sensibilità femminile sa rendere così bene.