Sale di mare
Sono vecchie storie di pescatori
rimaste incagliate nelle conchiglie;
profumano del mare
che a volte profuma di
sudore e fatica,
a volte sono pesci morti
che giacciono su una sabbia
invernale
ancora deserta.
A volte guizzano
fra l'onde verdi
dell'Adriatico,
tra le schiume di perla,
lì,
fra gli scogli bruni
dove s'appoggiano gabbiani
stanchi o pronti alla caccia.
Osservano l'acque mobili
con gli occhi dei pescatori
pungenti fra le rughe
profonde dei loro anni.
Il mare è un balzo,
un rimbalzo d'onde
che frantuma
un odore che sa
di vita e,
a volte,
di morte.
Ma il mare vola,
è il cielo che sta giù.
E' il mare che
respira, che ci
culla, che brilla,
che ci accoglie
dolce e crudele
come solo ogni cosa
infinita
sa essere.
Mare,
prendimi un giorno,
quando la terra mi vorrà.
Sarò tuo sale
per sempre.
©
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