Mi vorrai

sono
la tempesta e la sorte
sono la frusta
sulla schiena a sfiorare
il lento giorno sempre uguale
forse verrò a consolare
i tuoi passi inchiodati
alle mie guancie incipriate
la bocca esangue
appassita di baci
sbavati
leccati
trattenuti a pugni stretti
come una retta accidentale
che bagna il mio turgido pudore
scenderò inesorabile
sul tuo stomaco
nausea che sale improvvisa
mi vorrai
sarò
la tua voglia insaziabile
sul tuo cuore malato irresponsabile
la paura che ti paralizza come il tremore sui piedi
uno scheletro solo per te
nel tuo sepolcro imbiancato
in ogni tuo istante
non potrai dimenticarmi
mentre mi riverso lentamente
sulle piastrelle sbeccate di questa vecchia stanza
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L'autore
Eirene
"Così breve é il nostro Cammino in questo sogno. Il mondo di una rosa. Ma noi lo rendiamo Immenso Con soste di lunghi dolci baci Sulle foglie aperte." (XV sec.a.C.)
Commenti (2)
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EnzoL15 maggio 2012
e quanta sana e meravigliosa passionale dolce salata passione, sì! leggendo s'avverte quasi il gemito dalle 'labbra esangui'... un bel brivido, sulla colonna vertebrale, assolutamente 'densa'
angelo cora16 maggio 2012
E' bello cogliere tra notevoli splendide note, forti immaggini dense di canto e pasione, di tocchi lasciati all' amore - Squisitezza e bellezza d' Autore -


