Voragini
Alboraletti Enrica
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imperfetto
nitido si paventa il desio del dolce volere
del dolce sentire
d'acque chete mai raggiunte di sperati sogni persi
di grigio flettono i passi
vuoto giunge l'eco
impietose grafie stillano sentenze
seppur empio di nuovo dolore l'automa sorride
cammina ancor cammina s'aggrappa al cielo vi affida lo sguardo
lungi
orizzonti d'arancio vestiti donano luce
al rimaner della vita
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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