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Riflessioni 16 maggio 2012 · lettura 2 min · 1463 letture

Qui auget scientiam auget dolorem

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giuseppe gianpaolo casarini 1474 poesie pubblicate
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Ancor forte risuona dalla nuvola alta alata una voce, ammonisce severo dell’Ecclesiaste il Saggio: il dolore assai sì aumenta forte chi alla natura con bramosia di far smodata le fa violenza usando di venal poter voglia irrazionale vana stolta superba conoscenza, scorreva allor limpido il fiume chiaro azzurro prati fioriti erbe varie profumate tante tante ecco il cemento grigio alto duro del fiume nasce ostile sbarramento usual lenta corsa qui s’arresta sparisce il verde un vasto immenso lago alberga, montagne colline verdi un tempo alberi svariati infiniti abeti pini larici lecci maestose querce muschio licheni per fauna e flora ecco il paradiso or quando la neve lenta scende tra le imbiancate cime tra i pendii presso le colline uno sciame una frotta allegra umana s’appresta della neve ai ludi da sci piste seggiovie ville alberghi ostelli questo lì tutto attorno nuovo regna e chiaro vedi l’antico idilliaco paesaggio dolce sì tanto mutato scienza e progresso ecco farla sicuri da padroni tranquilli i borghi a valle città e paesi già svegli ognun pronto a riprender la vita quotidiana piana lavora la terra il contadino pronta è del fabbro la fucina gli operai solerti allegri son nell’officina i bimbi attenti a scuola le mamme fan la spesa passano autobus tram impiegati lì in attesa legge il giornale al bar seduto sereno il pensionato improvviso tuona il temporale pioggia violenta torrenziale il fiume s’arrabbia si sbriciola il cemento pochi secondi senza preavviso frana la montagna sparisce dov’era la collina l’alveo del fiume son le strade in questa sua violenta corsa pietà non mostra correndo verso il mare non s’arresta acqua fango detriti portano solo morte e distruzione calamità disastri naturali diranno come al solito alcuni imprevedibili nessun dubbio gridano altri azioni antropiche scellerate l’avevam predetto i soliti giochetti vergognosi a scaricabarile piangono intanto altri piangendo i loro morti
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Nel vedere come di anno in anno siano più frequenti i disastri ambientali e le calamità dette naturali con gravi e dolorosi tributi di morti e poi nel triste constatare che il tutto avviene o avvenuto per incuria dell'uomo e del suo sciente o incosciente violentar la natura ecco che viene spontanea questa affermazione... questo riferimento biblico!9 febbraio 2015
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini

Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione

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